Parlo arabo?!

Il successo digitale passa attraverso 5 lingue

Parlo arabo?!

Inviteresti nonno Mario ad un ritrovo di famiglia dicendo: “Bella nonno, ci becchiamo alle 19 al bar nuovo in piazza, che fanno un’ape pazzesko?”.

Probabilmente nonno Mario penserebbe: “bella sarà la nonna, io al massimo sono bello”; poi, un po’ in ansia, magari capirebbe che in piazza, alle 19, ci sarà un litigio (“becchiamo”, cos’è?! magari è un “battibecco”) e magari si alzerà per andare a vedere in garage se il nipote gli ha peso la sua affezionatissima apecar.

Credi sia una ricostruzione esageratamente grottesca di quello che può capire nonno Mario, sentendo l’invito del nipote?

Probabilmente sì, ma non pensare che la testa di nonno Mario abbia “tradotto” la domanda in maniera molto differente.

Ciò avviene perché ogni generazione cresce in un ambiente socioculturale differente, vive esperienze di vita differenti e da questi viene plasmata.

La più grande difficoltà che io, marketer, vivo al momento di dover costruire una campagna di comunicazione per aumentare il fatturato della tua azienda, è quella di dover parlare a non una, nemmeno due, ma ben cinque generazioni differenti.

Eh già... 

  • Baby Boomers (nati tra il ’46 e il ’64)
  • Generazione X (nati tra il ’65 e l’80)
  • Generazione Y (nati tra l’81 e il ’96)
  • Generazione Z (nati tra il ’97 e il ’09)
  • Generazione Alfa (nati dal 2010 ad oggi)

Se consideriamo, per fare un esempio, la Gen X, il contesto sociale degli anni ‘70/’80 ci indica che probabilmente è cresciuta in famiglie con i genitori lavoratori o magari divorziati, che quindi, a causa della presenza genitoriale ridotta, ha rafforzato molto il concetto di amicizia (ecco che negli anni immediatamente successivi, nascono programmi TV come “Friends” o “Beverly Hills”).

Ogni generazione ha un modo diverso di approcciarsi anche ai prodotti e servizi; nonno Mario preferisce acquistare o noleggiare un'automobile, mentre la Gen Y preferisce ricorrere a Uber.

Ecco che anche i modelli di business si sono dovuti evolvere, virando dalla vendita di prodotti/servizi agli abbonamenti.

Ma quindi, a chi devo rivolgermi per permettere alla tua azienda di raggiungere gli obiettivi di business?

Larga parte dei Baby Boomers è ancora attiva nel mondo del lavoro, possiede la più elevata disponibilità economica, essendo la generazione figlia del boom economico del dopoguerra. La fetta di Baby Boomers nata a ridosso degli anni ‘70, chiamata altresì Generazione Jones, è fortemente contestatrice e controcorrente (ricordiamo il movimento “Hippie”, nato in America in quegli anni).

La Gen X ricopre attualmente la maggior parte dei ruoli di leadership; avendo condotto la propria vita in un contesto all’inizio analogico e successivamente digitale, passando da “MTV” ai primi streaming audio, ha una mentalità adattabile e una personalità indipendente e creativa.

La Gen Y costituisce la parte più significativa della forza lavoro, è decisamente più istruita delle generazioni precedenti e per questo motivo ha una mentalità più aperta e idealista. È anche la prima generazione fortemente associata all’uso dei social media.

La Gen Z è la generazione dei nativi digitali, quella nata con lo smartphone in mano, per intenderci; è composta perlopiù da studenti; molti di loro hanno vissuto le difficoltà economiche della famiglia e perciò ha sviluppato una particolare attenzione al cambiamento sociale e una maggiore sensibilità al tema della sostenibilità ambientale. Odia gli ipocriti, i brand che mostrano un’immagine perfetta della realtà, privilegiando versioni più autentiche di sé stessi.

La Gen Alfa è formata dai figli dei Millennials. È la generazione del Mobile First, sogna i prodotti che vede utilizzare dai propri influencer preferiti. Non solo è costituita da nativi digitali, ma è decisamente plasmata dai comportamenti digitali dei propri genitori.

Da questa rapida analisi, ne consegue che la nostra comunicazione dovrebbe colpire i Baby Boomers, la Gen X e al massimo la Gen Y perchè si sa, “senza denari non si cantano messe”.

E invece non è proprio così…

Gli studi mostrano come la Gen Y influenzi molto le scelte di acquisto dei genitori Baby Boomers, così come la Gen Z, le scelte dei genitori Gen X.

È un bel casino!

Ma nonno Mario?! Non ci siamo dimenticati di lui…

Abbiamo pensato ad una interpretazione “tragica” dell’invito mandatogli dal nipote, ma siamo stati ottimisti.

Ti spiego il perchè..

Perchè a nonno Mario è arrivata una telefonata a cui ha risposto, pensa se il nipote gli avesse inviato un messaggio whatsapp o peggio, un direct su Instagram…

Affidati a professionisti del marketing digitale e della comunicazione, scegli chi conosce strumenti, tecniche e canali per farti fare la differenza!

Vieni a trovarci nella nostra scacchiera smart.

 

Fabio, CEO di Crescita Smart

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